Chiacchierata con Anna Maspero: quando il viaggio è riflessione.
Interviste — da Giulia il 2 gennaio 2009 alle 17:45Navigando per la rete ho scoperto un blog di viaggi molto interessante ed anche molto vicino al mio carattere riflessivo e pensatore. Ho contattatto così la curatrice di AcomeAvventura, Anna Maspero. Ho deciso di chiamarla al telefono e ne è nata una bella intervista: Anna non è solo blogger, ma è anche scrittrice di libri, viaggiatrice incallita dei più bei paesi del sud del mondo ed anche curatrice insieme al fratello dell’azienda agrituristica di famiglia. Chiccherando ho anche scoperto che ha frequentato la mia stessa università e che come me ama i grandi autori italiani di viaggio come Tiziano Terzani.

Quando è nato il tuo blog e cosa ti ha spinto ad aprirlo?
Il blog è nato nel 2007 con lo scopo di dare visibilità al mio libro AcomeAvventura, saggi sull’arte del viaggiare. Oltre a promuovere il libro attraverso la presentazione presso associazioni culturali, festival del viaggio e similari, ho pensato di utilizzare uno strumento flessibile come lo è il blog.
In seguito il blog, pur continuando ad offrire una sorta di “reference” sul libro (commenti, recensioni, presentazioni, ecc.), ha assunto una propria autonomia ed è diventato uno strumento per continuare il dialogo con lettori e viaggiatori sul senso e sull’arte del viaggio.
Che cos’è per te un blog?
Per me il blog è un luogo virtuale, molto flessibile e particolarmente interattivo, su cui lasciare qualche flash dei miei viaggi da un lato e dall’altro le riflessioni che ne nascono al mio ritorno in Italia. Il mio blog a differenza degli altri blog di viaggio ha un taglio maggiormente filosofico e vuole sensibilizzare il lettore ad un turismo responsabile.
Quali sono gli aspetti positivi e negativi di lavorare nella realtà dei nuovi media?
Secondo me ci sono soprattutto positività in merito ai nuovi media. Vengo dal mondo dell’editoria, della carta stampata e posso dire che il blog è un grande salto in avanti. Il blog è l’estensione del libro di carta. E’ uno strumento di estrema interattività, di flessibilità e sempre in progress. Il libro una volta scritto finisce lì. Il blog gli da’ vita lunga, gli permette di essere completato, trasformato ed anche messo in discussione. E non da ultimo di rimanere nella memoria.
Qual è il post che hai scritto e che ricordi con maggior piacere?
Beh in realtà quello che scrivo nasce sempre da un momento molto particolare. Quelli che ricordo con maggior intensità di sentimento sono: Un Augurio di Bellezza e Leggerezza, dove esamino il vero senso della parola bellezza e leggerezza, Ciao Moussa, l’addio alla guida Moussa che mi ha fatto scoprire il Mali. Moussa sapeva l’Italiano da autodidatta e aveva imparato la nostra lingua studiando le poesie di Giovanni Pascoli. Ecco perchè io e il mio gruppo lo chiamavamo il nostro Giovanni Pascoli. Moussa aveva solo 33 anni. Altro post che amo ricordare è quello dedicato alla recensione di un bellissimo libro di Fabrizio Gatti - Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini.

Nel panorama dei blog di viaggio qual è il blog che reputi più completo ed affidabile (oltre al tuo!)?
Senza dubbio il blog della famosa Marina Misiti, DonneconlaValigia, che tra l’altro hai già intervistato. Poi quello di Simonetta Capecchi, In Viaggio col Taccuino. A livello di sito web, invece, considero molto utili da consultare prima di partire per qualsiasi viaggi: Turisti per Caso, Wikitravel.org, Orme sul Mondo di PierLuigi Galliani, OneBag.com per imparare a viaggiare leggeri, DovesiamonelMondo per essere rintracciati ed infine SleepingAirports.net se si perde una coincidenza.
Anna, ora qualche domanda più personale. Se dovessi scegliere tra essere viaggiatrice, blogger o scrittrice cosa scegleresti?
Penso che il viaggiare debba essere legato in qualche modo ad una forma creativa - il blog, il diario, il video, le foto ecc. Se il viaggio non viene metabolizzato con la scrittura o le foto brucia in fretta, svanisce. Quindi per me non esiste viaggio senza scrittura.
C’è stato un avvenimento particolare, in generale una “manifestazione” che ti ha fatto mollare tutto e decidere di dedicarti tutta ai viaggi?
Ho sempre viaggiato fin da giovane e facendo l’insegnante ho sempre avuto tempo di viaggiare - in estate e durante le vacanze di Natale. Poi arrivata alla soglia dei 40 anni (ed essendo anche del segno dei Gemelli!) ho deciso che dovevo scegliere se continuare la routine quotidiana dell’insegnamento o dedicarmi in toto a quelle che erano le mie grandi passioni: viaggiare, scrivere dei miei viaggi e seguire più da vicino l’azienda agrituristica di famiglia. E così ho fatto.
Pensi che un blog in un qualche modo possa sensibilizzare i lettori su alcune tematiche riguardanti il terzo mondo, come la povertà, la situazione sanitaria e la guerra o pensi che la gente preferisca evitare queste letture?
Il viaggio è sopratutto un’occasione di conoscenza (dell’altro e di se stessi) e dovrebbe rimanere anche un momento di piacere. Certo, ci sono i viaggi di solidarietà, c’è la cooperazione, ma sono cosa diversa dal viaggio turistico. E’ però importante che anche il turismo, soprattutto se avviene in paesi del sud del mondo, sia rispettoso delle tradizioni e degli usi e attento a favorire lo sviluppo economico della popolazione locale. Quando si è in terra straniera bisogna cercare di lasciare solo orme e portare a casa solo ricordi…
Ringrazio Anna per la piacevole chiacchierata telefonica. La rigrazio sia per il tempo che ha speso per me ed anche per tutto quello che mi ha lasciato con i suoi racconti e le sue parole. Il suo è un blog molto interessante ed emozionante. La storia della guida del Mali Moussa mi ha commosso molto e la consiglio anche io, come lei, a tutti. Rimette in gioco e da valore a tante cose che noi occidentali, ormai e se posso dire, ahimè, diamo troppo per scontato.
Foto: entrambe le foto sono state scattate da Anna durante il suo viaggio in Bolivia.
Tags: blog viaggi

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