Collage Roberta

Oggi vi presento una nuova intervista che mi piacerebbe considerare una delle mie punte di diamante della categoria. Si tratta di Roberta Milano, blogger della rete con il suo interessantissimo blog, ma anche e soprattutto docente di Web Marketing per il Turismo, presso la facoltà di Economia dell’Università di Genova. Tengo molto a questa intervista poichè Roberta ha una visione molto particolare del web. Il web per lei, infatti, è sia teatro del suo diario online sia oggetto del suo insegnamento. Buona lettura!

Partiamo con qualche domanda specifica relativa al blog:

Quando e perchè hai deciso di creare il blog di Roberta Milano?

Il mio blog ha circa tre anni. Ho deciso di aprirlo perché si faceva un gran parlare di web 2.0 di cui i blog erano, probabilmente, la principale espressione. Ho pensato non esistesse miglior modo per conoscere l’argomento che quello di viverlo dall’interno. L’idea era matura,  ma la decisione l’ho presa dopo un convegno a Milano dove ho conosciuto Paolo Valdemarin, noto blogger ed esperto del settore, che considero, suo malgrado, il mio “padrino”. Poi via via il blog è diventato anche strumento di didattica.

Cosa bisogna fare per aumentare la propria visibilità e avere successo sul Web?

Credo esista qualche differenza tra un blog personale (per quanto a contenuti professionali) e un blog/sito aziendale. Per il blog, a parte imparare a scrivere i titoli, taggare i contenuti e utilizzare sempre i link alle fonti, non ho fatto altro che continuare a scrivere costantemente degli stessi argomenti. E i motori di ricerca, nel tempo, su quegli stessi argomenti, mi hanno premiato. Per un sito turistico ritengo invece possa essere applicata una logica più push anche se non nel senso tradizionale di marketing. Penso sia importante rivolgersi a professionisti seri con esperienza nel settore. Le politiche di web marketing in senso stretto non si improvvisano. La cosa stupefacente, per chi come me proviene dal marketing tradizionale, è che sul web quasi tutto è misurabile, l’efficacia di ogni iniziativa promozionale è quantificabile, ma non esiste ancora una cultura diffusa su queste tematiche.

Gli strumenti di web analytics sono utilizzati ancora troppo poco, e spesso male. Nel mio piccolo in università cerco di costruire profili professionali che sappiano cosa chiedere o pretendere da una web agency e soprattutto siano in grado di selezionare le migliori.
Ma la risposta che ho dato è relativa alla visibilità non sempre sinonimo anche di successo. Per il “successo” bisognerebbe chiarirne il significato, e non è così scontato. Molto in sintesi risponderò che – secondo me – per avere successo con ciò che si scrive bisogna prima essere attenti a ciò che si ascolta.
Roberta Milano

Qual è il futuro dei blog in Italia?

Onestamente non mi pongo il problema più di tanto. L’importante sono i contenuti e la comunicazione che  tali contenuti sanno creare. Se ciò deve avvenire su un blog, come accade ora, o sempre più su altre piattaforme (twitter, facebook, frienfeed, flickr….) come già in parte sta succedendo, poco importa in fondo. Allo stato attuale esiste un’interazione che reputo positiva tra i vari strumenti citati. Per l’approfondimento trovo, comunque, che il
blog,  sia ancora il luogo migliore.

C’è un blog che ami consultare e leggere e dal quale hai preso ispirazione per creare il tuo?

Non ne esiste uno in particolare. Inizialmente consultavo i blogger più citati e che trattavano argomenti di mio interesse. Sul turismo, in Italia, c’era poco. Per cui la mia attenzione era rivolta soprattutto verso chi trattava argomenti di web marketing. Forse Mauro Lupi e il suo blog Admaiora ha significato qualcosa più degli altri anche per i libri che recensiva e che sono stati spesso spunto di approfondimenti, come dire, offline.

Oggi esiste molta più offerta di contenuti in campo turistico ed è piacevole constatare che anche alcuni A.D. o dirigenti di grandi brand in campo turistico stiano sperimentando la comunicazione via blog in prima persona.

Quali sono i primi passi da fare per aprire un blog e quali e che rapporto c’è tra blog e social network?

Per aprire un blog basta davvero poco, tecnicamente parlando. Oggi le piattaforme esistenti consentono a chiunque di costruirsi rapidamente il proprio spazio di discussione online. Aperto lo spazio però inizia il difficile. Questo spazio può essere vivo o deserto. Per questo consiglio ai miei studenti, che mi pongono domande analoghe, la lettura piacevolissima del libro di Sergio Maistrello “La parte abitata della rete”, che aiuta moltissimo a capire la prospettiva corretta in cui collocarci. L’importante è capire che il web 2.0 è principalmente un’attitudine. Troppe persone puntano l’attenzione soprattutto sull’aspetto tecnologico, sull’abilitazione di strumenti 2.0. Ma spesso questi luoghi rimangono poi disabitati se non c’è una strategia appropriata dietro.
Riguardo alla seconda parte della domanda su blog e social network, il rapporto per me è di compensazione e arricchimento. Facebook, ad esempio, non lo amo particolarmente, troppo “affollato”, ma devo ammettere che è stato per me un potente strumento di lavoro e contatti professionali, un acceleratore di rapporti e relazioni che attraverso il blog avrebbero impiegato più tempo a concretizzarsi.

Positività e Negatività di lavorare nella realtà dei nuovi media.

Positività: innovazione continua, interazione costante, visibilità sui temi di cui ti occupi. Sarà che non ho una provenienza informatica, ma ancora non smetto di stupirmi per le potenzialità del mezzo. Negatività: tutte le precedenti, se le vedi da altro punto di vista. Intendo dire che le negatività sono legate alla metabolizzazione delle novità (vedi la crescita esponenziale di Facebook). La rapidità imposta spesso nuoce alla comprensione profonda del fenomeno epocale che stiamo vivendo. Ma, per fortuna, ho i miei intellettuali di riferimento che mi facilitano il compito. Tra questi mi piace citare Giuseppe Granieri, un acuto osservatore della realtà e della grammatica digitale.

Il post che hai scritto e che ricordi con maggior piacere.

A me piacciono i post non finiti, quelli che attendono futuri sviluppi e arricchimenti, quelli che si occupano di fenomeni in divenire. Uno degli ultimi post che ho scritto, Facebook Natives, appartiene a questa categoria. E’ l’inizio di un’analisi sui comportamenti attuali e futuri di quelli che io chiamo “Facebook natives”, ossia quel gran numero di persone che si sono avvicinate al web attraverso Facebook e che da questo social network hanno ricevuto un imprintig.

Passiamo a qualche domanda più personale…

Parliamo un po’ della tua passione per il turismo. Quando è nata? C’è un episodio in particolare che ti ha fatto decidere di “vivere” questo lavoro?

Ho scelto il marketing turistico per la mia tesi. Essendo ligure pensavo ci fosse spazio anche nella mia regione per una professionalità con queste competenze. Credo ancora di averci visto giusto. Ma all’epoca il mercato non era pronto. Ho spedito a tante aziende il mio curriculum ma l’unica risposta ricevuta era per fare l’animatore in un club. Per un una decina d’anni ho lavorato in J&J. Poi sono tornata al primo amore.

Considerando il fatto che vivi il turismo sia dal punto di vista dell’insegnamento, sia come blogger, allo stato dei fatti attuali che ruolo ha il turismo in Italia e quale pensi che sia il suo futuro?

Una domanda impegnativa che avrebbe bisogno di molto tempo. Sicuramente è un settore trascurato su cui ha pesato l’abolizione (per referendum) del ministero e la successiva decentralizzazione delle competenze presso istituzioni che queste competenze non le avevano e hanno iniziato a crearsele. E così abbiamo perso anni importanti, una quindicina d’anni, gli stessi anni in cui Spagna, Francia e altri paesi emergenti hanno cominciato ad elaborare strategie e relativi investimenti a lungo termine. In quegli anni noi abbiamo invece navigato a vista accumulando un gap difficile ora da colmare. Ora i numeri (in costante decremento soprattutto relativamente ai competitors) e la crisi stanno imponendo un cambiamento. Ma continua a mancare, a mio avviso, il giusto approccio strategico al settore.

Conoscevi prima di questa intervista il nostro blog? In ogni caso cosa dovremmo fare per migliorarlo/ottimizzarlo? Qualche consiglio utile.. ;-)

E’ un blog fatto molto bene, ricco di informazioni e consigli. E mi trasmette la voglia ed il coraggio di sperimentare, la dote più rara. Forse manca un po’ l’aspetto community, peraltro il più difficile da realizzare. Probabilmente andrebbero studiate attività di comunicazione che non vedano necessariamente il blog al centro. Mi spiego. Il blog è uno strumento, non l’obiettivo. Se riesco a far parlare di me (del mio brand) altrove, se attraverso la mia complessiva presenza in rete riesco a diventare un referente affidabile, degno di fiducia, il mio scopo sarà raggiunto. Ho visto che avete attivato questa presenza diffusa in rete, ora bisogna rendere la comunicazione più bidirezionale.

Ringrazio Roberta sia il prezioso tenpo che ha dedicato al nostro blog, sia per le bellissime ed originalissime foto che ci ha inviato a supporto del blog, in particolare la prima foto in alto che rappresenta con un simpatico collage la “presenza” di Roberta in rete! Un saluto di cuore e alla prossima.