Quando viaggiare è sinonimo di libertà..la parola a Giorgio!


Interviste — da Giulia il 19 giugno 2009 alle 09:08

Giorgio a Zanzibar

Da qualche mese nel panorama web italiano ha fatto la sua prima comparsa Tripshake, un social network che ha il fine di connettere le domande dei viaggiatori con le risposte di esperti di viaggio. Ho seguito con attenzione passo dopo passo lo start up di questo social network. Poi un giorno Giorgio, uno dei due fondatori del social network, mi ha contattata tramite Facebook (…restando in tema di social network) e mi ha chiesto se potevamo sentirci. Questo ragazzo mi ha colpito fin da subito: sempre in viaggio (per lavoro e per divertimento), appassionato al suo lavoro, intrapredente, con le idee chiare e molto disponibile. Ho deciso di intervistarlo per dimostrare che la nostra generazione, quella per intenderci degli anni ottanta, ha tanta voglia di farcela e tanta creatività da condividere con tutti! Complimenti Giorgio per quanto hai fatto fino ad ora e per quanto senza dubbio farai ancora! E ora leggiamoci l’intervista..

Quando è nato Tripshake in Italia e con quali obiettivi?

TripShake è attivo da 3 mesi, come servizio di domande&risposte orientato alla pianificazione delle proprie vacanze. Il sito ha aperto fin dal primo momento in versioni multilingua, in inglese e in italiano, seguite da due redazioni specifiche. In questi giorni stiamo testando alcune funzionalità pensate specialmente per gli agenti di viaggi che vogliano partecipare alla community, aiutare gli utenti e offrire i loro servizi a valore aggiunto, con lo scopo di incrementare il proprio giro d’affari. L’obiettivo è quindi dare strumenti che facilitino i professionisti nel fare ciò che sanno fare meglio, ma in modo più efficace e completamente al passo coi tempi.

Quali sono stati i principali ostacoli che avete incontrato con il lancio di Tripshake nel panorama web italiano?

Non abbiamo avuto nessun problema particolare, se non forse nella fase di finanziamento iniziale del progetto. Per il resto, abbiamo lavorato con partner tecnologici di eccellenza, tra Svizzera e Italia, e siamo molto soddisfatti. Gli appassionati di viaggi italiani, del resto si sa, non mancano, quindi anche la community sta crescendo velocemente (con viaggiatori e anche professionisti) e con livelli di competenza molto alti. Vedremo ora se il mercato delle agenzie accetterà il nostro invito a partecipare :-)

Quale pensi sia stato il successo di Tripshake e quali i passi futuri?

TripShake è ancora molto giovane e solo in questi giorni stiamo entrando nel vivo, ma senz’altro siamo già entusiasti delle prime risposte, specie della stampa di settore. Siamo convinti di essere sulla strada giusta e i passi futuri saranno attivare sempre più servizi per avvicinare viaggiatori e agenti di viaggi, farli parlare e naturalmente commerciare le offerte migliori.

Positività e negatività di lavorare nella realtà dei nuovi media e quale il loro futuro in un paese come l’Italia?

Guarda, altri stati europei ci avrebbero probabilmente reso la vita più facile, e l’abbiamo notato nella burocrazia (la sede di TripShake Limited è a Londra), ma la nostra missione è facilitare l’ingresso nei social media di una categoria che ne è stata incredibilmente esclusa finora. E in Italia è ancora più vero: gli agenti di viaggi italiani si contrappongo a internet invece di sfruttarlo, quindi l’Italia è un nostro mercato centrale.

Tripshake esiste anche in altri paesi europei, come la Gran Bretagna. Che differenza c’è tra tripshake in italia e tripshake in Gran Bretagna?

La differenza c’è ed è specialmente dovuta al diverso assetto del mercato dell’intermediazione turistica. In Gran Bretagna le agenzie lavorano moltissimo con il telefono, per esempio, e in gran numero vendono anche pacchetti self-made. In Italia invece agenzie e tour operator sono ancora ben differenziati e, come negli altri stati dell’Europa meridionale, la maggioranza dei viaggiatori si affida alle agenzie per pianificare le proprie vacanze, per il rapporto umano, l’affidabilità, la comodità, e con la consapevolezza che i prezzi, a parità di servizio, non sono più alti rispetto a internet!

Riesci ad indicarmi 5 doti/caratteristiche che bisogna avere per lavorare nel campo dei social media?

Beh, il campo dei social media crea necessità delle più diverse figure professionali. Se pensiamo al “social” come una nuova filosofia di comunicazione e interazione tra marche e clienti, più dialogica, più paritaria e soprattutto più bidirezionale, si può dire che per lavorare in quel campo è necessaria apertura mentale, creatività, capacità di ascolto e sopratutto una grande competenza comunicativa (sia essa linguistica, grafica, sonora o tutto ciò insieme.)
Ne manca una? Che ne dici di leggerezza?

Ora passiamo a qualche domanda più personale..

Lavorando nel settore travel, sarai senza dubbio anche un viaggiatore. Che cosa significa viaggiare per te?

Bambine a Samarcanda

Viaggiare significa salire in macchina e andare, nient’altro. Da solo, carico di informazioni, equipaggiato tecnologicamente e con una macchina fotografica. E amici di Facebook che mi aspettano nelle varie tappe. Il mio modello di Viaggio, con la “v” maiuscola, è questo: la rappresentazione ideale del concetto di libertà. Ma vado anche in vacanza ogni tanto!

Il viaggio più significativo che hai fatto e che vorresti ripetere in futuro?

Giorgio in Egitto

L’ultimo sicuramente. In agosto ho guidato fino al Mar Rosso, attraversando luoghi magnifici come la Turchia e il Libano e incontrando persone incredibili lungo il percorso, tipo i Re Magi che mi hanno aiutato ad aggiustare una gomma bucata nel deserto della Giordania o gli amici ultrareligiosi e ultrafestaioli in Israele. Ma non dire troppo forte che frequento Israele: il prossimo viaggio in via di pianificazione per quest’estate ha come destinazione l’Iran.

Nella tua playlist dell’ipod quando viaggi che canzoni non possono mancare?

Le canzoni locali dei luoghi in cui passo. Infatti adoro ascoltare le radio locali, ma di solito preparo playlist per raggruppare l’origine geografica delle canzoni e adoro ascoltare le perle per esempio caucasiche, balcaniche, o libanesi o ebraiche. Poi ci vanno anche quelle di casa, un po’ di dance energetiche e un po’ di pianoforte, per le serate nostalgiche su qualche lungomare.

Un viaggio nel passato, dove? Un viaggio nel futuro?

A Gerusalemme, non c’è dubbio. Se parli di Storia, Gerusalemme ne è il centro da millenni, mi ha sempre dato emozioni indescrivibili (fino alla cosiddetta Sindrome di Gerusalemme, che è tipo il mal d’Africa). Non c’è posto migliore per un salto temporale all’indietro.

Per il futuro invece punterei sul Golfo. Qatar, Bahrein, gli Emirati,  i loro cantieri tumultuosi e i centri commerciali. Con l’aggiunta di poca immaginazione, lì puoi vedere quelle città futuristiche che sognavamo da bambini davanti ai cartoni animati. Che poi siano davvero una buona idea, vedremo :)

Il tuo compagno di viaggio ideale (indica o il nome di una persona fisica o una descrizione di un compagno che vorresti) e quello con cui non faresti mai un viaggio.

Il mio tipico compagno di viaggio ideale è colui che condivide l’entusiasmo sognante nel pianificare questo o quell’itinerario, coinvolge le persone, è indipendente, pigro (in altre parole: non mi fa scarpinare per la visita completa di monumenti, chiese e musei) e sa leggere le cartine. Tipicamente questa persone esiste e poi rinuncia a partire, cosa che lo rende un compagno di viaggio ancora più perfetto.
Non farei mai un viaggio con chi non s’adatta o con chi non vuole immergersi in un ambiente diverso dal suo. Purtroppo è una caratteristica abbastanza comune, ho visto amici perdere 12 kg in due settimane perché non apprezzavano il cibo locale!

Grazie Giorgio! Mi sembra proprio il caso di dire che leggere la tua intervista è stato un pò come viaggiare. Penso anche io che sia difficila trovare un compagno di viaggio ideale, forse perchè ideale significa non reale..A parte questo, voglio ringraziare Giorgio per le bellissime foto che mi ha dato l’opportunità di utilizzare. E’ stato difficile sceglierne tre perchè Giorgio nel suo profilo di Flickr (mi permetto di mettere il link perchè il senso di internet e del fare web 2.0 è proprio il condividere) ne ha centinaia e tutte fantastiche! Alla fine però ho scelto quelle che vedete: la prima che lo immortala su di una invidiabile bianca spiaggia a Zanzibar, la seconda raffigura tre bambine a Samarcanda che mi dà un senso di grande serenità e la terza di Giorgio su un cammello, relativa al suo ultimo viaggio in Egitto.

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