Simonetta e i suoi schizzi: quando un blog è gioco ed ossessione!
Interviste — da Giulia il 13 gennaio 2009 alle 20:15
Quarta intervista ai blogger di viaggio più famosi della Rete e quarta donna intervistata.. la cosa non può che farmi contenta (uomini dove siete? ;)). Le ragazze che ho intervistato sono unite dalla comune passione della scrittura e del viaggio nelle sue diverse forme, pur vivendo una vita diversa con impegni differenti. Questa è la volta di Simonetta Capecchi, architetto di Napoli che cura un blog delicato e poetico InViaggioColTaccuino. Un blog a mio parere unico, perchè si occupa esclusivamente di taccuini e schizzi di viaggio, che pennellano il mondo con un tratto lieve e sensibile.

Quando è nato il tuo blog e cosa ti ha spinto ad aprirlo?
In viaggio col taccuino è nato nel 2006, per documentare una rassegna annuale di taccuini di viaggio che curo per Galassia Gutenberg, la fiera del libro e multimedia napoletana. Era un esperimento e doveva contenere solo alcuni riferimenti bibliografici e dei link relativi al mondo dei taccuini di viaggio in rete, che avevo appena iniziato ad esplorare. In seguito, la rassegna ha visto tre edizioni e il blog si è riempito di materiali (immagini, video o pdf) espandendosi in quattro account su Flickr, uno su You Tube, uno su Issuu e altri due blog collettivi di cui faccio parte… Inoltre, nei mesi in cui non mi occupo della rassegna, ho iniziato a riempirlo con i miei taccuini personali e così, fin dall’inizio, ha questa doppia natura: privata (i miei diari, le mostre a cui partecipo come autrice) e pubblica (le iniziative che dedico ad altri autori), forse non di immediata comprensione per un visitatore frettoloso, ma evidentemente più semplice da gestire.
Che cos’è per te un blog?
Temo che sia diventato il mio alter ego! Il blog è uno specchio e può anche diventare una sorta di ossessione. Seriamente, è un archivio di materiali, ma è soprattutto un modo di comunicare con gli altri, di avere un riscontro a volte immediato del valore di quello che si sta facendo o pensando. I commenti e le mail dei visitatori sono un forte stimolo a fare meglio, un grande incoraggiamento e una fonte di continue scoperte: nuovi amici e coinvolgimento in iniziative interessanti sono state in questi anni una bella e inaspettata esperienza.
Positività e negatività di lavorare nella realtà dei nuovi media
Più che lavorare, per me è una sorta di gioco! Forse in Italia Internet non è ancora abbastanza diffuso per poter considerare un blog una cosa seria. Patisco molto il divario tra i visitatori che ho sul blog (in media 150 al giorno, di cui la metà sono stranieri, pur essendo il blog in italiano) e, ad esempio, quelli che sono venuti fisicamente a vedere una mia mostra di acquerelli, o a sentire un mio intervento, a Vicenza o a Bologna: magari 150 in una settimana! La rassegna che curo per Galassia Gutenberg è diversa, perché la fiera ha migliaia di visitatori, ma dura solo tre giorni… Molti amici o conoscenti che pure apprezzano i miei taccuini non hanno mai visto il mio blog, non sono interessati e non capiscono perché io ci dedichi tanto tempo. Ora ho appena pubblicato Sguardi su Napoli un libro cartaceo (!) con l’editore Liguori, sulla rassegna dei taccuini napoletani e di nuovo mi pare di non riuscire a mettere in contatto i due mondi, quello virtuale e quello dei “vecchi” media, per promuoverlo. Dovrebbe trattarsi di un circolo virtuoso, dalla rete alla carta e viceversa. Avere una recensione in rete è facile, ma sui giornali? Completamente diverso. Così succede che il libro in Italia raggiunge fisicamente solo un pubblico locale, napoletano. Mentre in rete la sua anteprima è sfogliata in tutto il mondo.
Gli aspetti negativi dei nuovi media li sperimentiamo tutti noi utenti e curatori di blog: ogni giorno o ogni notte molto tempo è dedicato alla rete, a rispondere ai messaggi, creare post, documentare tutto, informarsi di tutto. Per una disegnatrice significa alla fine tempo sottratto al disegno, che è il centro dei miei interessi, la cosa che faccio con più soddisfazione e il motivo per cui è iniziata tutta questa esposizione mediatica. Nel mondo degli appassionati di taccuini, ha fatto molto scalpore la decisione presa con l’anno nuovo da Danny Gregory , autore di un seguitissimo blog/sito e fonte di ispirazione per tutti noi - Danny ha appena pubblicato un libro che coinvolge 50 autori di taccuini da tuttto il mondo, tra i quali ci sono anche io. Ebbene, “Gone drawing” ha scritto nel suo ultimo post, vale a dire “chiuso per disegnare”. L’autore lascia il web, perchè si è reso conto che il suo tempo “libero” era completamente sparito, inghiottito dallo schermo…

Qual è il futuro dei blog in Italia?
Nel mondo ce ne sono almeno 100 milioni, mentre in Italia quelli attivi potrebbero essere più di 10.000. Come per altre cose, il futuro lo vediamo in paesi come gli Stati Uniti, dove hanno iniziato prima ad utilizzarli e già si vedono possibili evoluzioni. Una è il microblog, un sistema che assomiglia a un veloce block-notes più per appunti che per dei veri contributi. La necessità di velocizzare il modo di archiviare materiali e soprattutto di ottenere un unico sistema è avvertita da tutti noi utenti: è noioso avere una password e fare un log-in per ogni network. Io ad esempio ricevo messaggi su Issuu, su Flickr, su You Tube e ho difficoltà a controllarli… Una “identità” sempre più frammentata che sarebbe più comodo riunificare. Anche se non amo affatto Facebook, Linkedin o Myspace, e non li considero un buon sistema di riunire le proprie identità, sembra stiano aumenteranno senza sosta e molto più dei blog! Ne parlano perfino i giornali cartacei italiani, mentre si parla ancora relativamente poco di blog. Invece sembra tuttora un sistema ottimo di gestire contenuti e di comunicarli agli altri.
Qual è il post che hai scritto e che ricordi con maggior piacere?
Sepolti nel mio blog ci sono post molto personali, in cui l’intensità del disegno o del testo che lo commenta sono stati subito percepiti dai visitatori. Lo si nota dal numero e dal tipo di commenti, a volte commoventi per l’affetto che mi hanno trasmesso. Il disegno è terapeutico, è una “magica medicina”, come dice Orhan Pamuk della scrittura. E i complimenti del pubblico, di perfetti sconosciuti, sono una iniezione di autostima.
Nel panorama dei blog di viaggio qual è il blog che reputi più completo ed affidabile (oltre al tuo!)?
Posso girare la domanda nel senso dei blog di taccuini di viaggio? In questo caso le qualità che apprezzo sono la sincerità e il rapporto tra la qualità delle immagini (non sufficiente da sola, data l’enorme quantità di bei disegni presenti in rete) e come vengono presentate, vale a dire il “progetto” della loro comunicazione. Io mi occupo solo di viaggi (reali o dentro casa) illustrati e raccontati in un quaderno. I miei blog preferiti sono nel mio blogroll, una ristretta selezione se si pensa che nella cartella dei “preferiti” ne ho invece annotati centinaia, tanti sono ormai i blog di taccuini e quaderni di schizzi presenti in rete. Funzionano naturalmente come un insieme, ognuno ha qualcosa di notevole e di diverso. Segue questa logica il nuovo blog collettivo Urban Schetchers, di cui faccio parte: “guarda il mondo un disegno alla volta”, quasi 100 disegnatori coinvolti da altrettante città del mondo, un mega-blog in vorticosa espansione, con più di 1500 visitatori al giorno… Dato che in Italia invece siamo ancora pochi, mi piace segnalare Soloinlinea di Nadia Zorzin, da me invitata anche nell’ultima rassegna di Galassia Gutenberg. Il suo diario visuale ha un perfetto equilibrio tra testo e immagine.
Quali sono i primi passi da fare per aprire un blog?
Tecnicamente ormai è facile, i sistemi sono molto più flessibili di quando ho iniziato. Chiunque può personalizzare un layout iniziale. Blogger, quella che uso io, mi sembra una buona piattaforma. Ovviamente il problema principale è la sostanza: cosa dire, come dirlo e a chi. I blog più amati sono quelli in cui appare chiaro chi scrive e quali sono le sue motivazioni.
Cosa bisogna fare per aumentare la propria visibilità e avere successo sul Web?
Non posso negarlo, sono molto incuriosita dalle statistiche sul mio blog. La cosa che veramente mi fa impazzire è la mappa dei visitatori: adoro pensare a quell’ utente dell’isoletta nel Pacifico: ma veramente guarda i miei disegni? Commentare gli altri blog e lasciare dovunque traccia di sé in rete aumenta il traffico sul proprio blog, così come essere presenti in più social network serve, perché ogni posto rimanda all’altro. Io però, a parte il blog, non curo affatto questo aspetto, ho difficoltà già a rispondere alle mail. Alla fine spero che sia la qualità delle immagini o il senso delle iniziative che curo a soddisfare il visitatore e a spingerlo a ritornare.
Simonetta, sei la terza donna blogger che intervisto per questa mia categoria. Da femminista convinta come sono e a conoscenza di quanto la donna debba lottare per farsi spazio in una realtà, quella italiana, ancora troppo maschilista, pensi che il blog, come realtà virtuale e quindi al di fuori e super partes delle regole del mondo fisico sia finalmente un mondo in cui la donna possa esprimersi al meglio e trovare il suo spazio?
Non avevo mai pensato a questo. Indubbiamente il blog per forme e caratteristiche è una realtà molto democratica, senza regole, dove possono scrivere tutti indistintamente. Non ci sono i particolari meccanismi e le regole del mondo fisico. Alcune statistiche supportano inoltre la teoria secondo cui la maggior parte dei curatori di blog sono donne.
Fai fatica a portare avanti il tuo lavoro da freelance e quello di blogger? Pensi che arriverai a fare come Danny Gregory che ha scritto il post “chiuso per disegnare per dedicarsi full time alla sua prima attività?
Bella domanda..Non seguo il blog per lunghi periodi, purtroppo non sono costante e quando è estate e mi allontano da Napoli, magari per riposarmi in qualche paesino sperduto sui monti, di certo non vado a cercare un internet point per aggiornare il mio blog, non voglio che diventi uno stress per me. Certo, lo faccio con senso di colpa, dato che seguire un blog è un vero e proprio impegno totale.
Simonetta, qual è il rapporto con la città di Napoli, che molto spesso è oggetto dei tuoi disegni e dei tuoi post?
Sono nata a Milano e ho vissuto a Bologna e Venezia, dove ho studiato. Poi sono arrivata a Napoli. Probabilmente questo spiega un po’ il modo in cui la guardo, le cose che mi colpiscono. Se fossi nata a Napoli… chissà, forse avrei sentito il bisogno di andarmene?
Dal punto di vista paesaggistico, artistico, architettonico ed umano è un paradiso e una fonte di continue scoperte. E’ una città bellissima, viva, creativa, ma è difficile abitarci, crescere dei figli e soprattutto lavorare. La situazione è anche molto peggiorata negli ultimi tempi e sento il bisogno di avere uno sguardo allargato sul mondo. In questo sicuramente mi aiuta molto il blog.
Anche questa intervista è finita. Ringrazio di cuore Simonetta e il tempo che mi ha dedicato. Sembra una persona molto riservata, ma con un sfera di sapere molto vasta ed interessante. Il suo blog ha un posizionamento molto preciso e una connotazione pittorica e tutto questo mi è piaciuto ed affascinato. .. N.d.r: durante l’intervista ho anche scoperto che Simonetta oltre che freelance e blogger è anche mamma di due bambini! Complimentoni Simonetta!
Foto: la prima in alto, taccuino di viaggio, la seconda Campo dei Fiori di Roma e l’ultima autoritratto.
Tags: blog viaggi

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