downshifting

In Italia se ne sente parlare ma non troppo, o meglio, in pochi lo fanno davvero. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia questo fenomeno di natura sociale ha già preso piede. Ma che cos’è esattamente il Downshifting? Letteralmente, il termine significa “scalare la marcia“. Rallentare, prendersela comoda, prendere fiato…ci sono diverse accezioni per descrivere quello che ognuno di noi sogna ogni giorno, cioè di fermarsi, di mettere da parte gli impegni di cui non abbiamo assolutamente voglia e pensare solo a noi, trastullarci, oziare.

Il Downshifting, però, è qualcosa di più: non si limita a ritagliare qualche ora dal fine settimana, non si limita alla scelta di un hobby o alla decisione di trovare tempo per…andare in palestra. Quando parliamo di Downshifting parliamo di lifestyle, di uno stile di vita che si sceglie e che riorganizza tutte le attività, le priorità, i tempi della nostra esistenza. Le persone che attuano questa scelta sono spesso manager e persone professionalmente affermate, che rinunciano alla loro carriera e scelgono loro stessi. Stop allo stress, alle ore passate al telefono, imbottigliati nel traffico, alle riunioni fino a sera tardi. Chi non si è mai sentito in colpa a lasciare in ufficio un lavoro a metà, per andare a casa dalla propria famiglia?

C’è chi ha detto basta a tutto questo. Ma non si tratta di un ritiro spirituale o di passare ad una vita da eremita, il concetto di scalare la marcia rende l’idea alla perfezione, perchè si tratta di rallentare un po’: ridurre l’orario di lavoro, meno appuntamenti, meno stress. E se significa (come sicuramente accade) anche meno stipendio? No problem! Perchè stare più tempo a casa significa spendere meno, curare un orticello, che oltre ad essere salutare per corpo e spirito significa  meno spesa al supermercato, magari coltivare un hobby e produrre oggetti che rivenderemo on-line, riparare da soli la nostra moto senza bisogno del meccanico…e lo stesso vale per l’elettricista, il calzolaio, il sarto, il falegname.

L’idea vi alletta? Chiedete un part-time, scegliete una casetta in periferia, magari con un giardino e un ritaglio di terra. Oppure chiedete di poter lavorare da casa: molte occupazioni, oggi, possono essere praticate on-line con una semplice connessione internet. Diventate pendolari, in modo che quando staccate dal lavoro stacchiate veramente, e non passiate dal caos dell’ufficio al caos del vostro appartamento in centro, frastornati dai rumori del traffico e dei vicini.

Per chi invece non può permettersi un taglio così radicale, provate, nel limite delle vostre possibilità, a scalare la marcia. Dite no ai pranzi della domenica e scgliete un pic nic, panino e pennichella sull’erba. Niente happy hour se non ne avete voglia, prendete quel libro che desiderate leggere da anni e vedrete che già dopo la seconda pagina vi sentirete meglio. Insomma, scalare la marcia si può, basta volerlo!

Letture consigliate in tema downshifting:

  • Christoph Baker, Ozio, lentezza e nostalgia
  • Pierre Sansot, Buon uso della lentezza
  • Simone Perotti, Adesso basta!

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