Eruzione del vulcano islandese. Quali le conseguenze a lungo termine.


TUI.Green — da Sara il 29 aprile 2010 alle 09:20

Durante la scorsa settimana non si è fatto altro che parlare dell’eruzione vulcanica avvenuta in Islanda e che ha condizionato tutto l’emisfero settentrionale dell’Occidente, paralizzando gli spostamenti aerei del Nord Europa. Il settore dei trasporti aerei e quello turistico sono stati quelli maggiormente colpiti, dal punto di vista economico.

Ma c’è un’altra voce che si sta alzando, che non parla di numeri, di milioni di euro perduti o di mercati bloccati. Una voce che paradossalmente non attira tanto interesse come il rumore che si è creato attorno all’emergenza voli e bolcco aereo. E’ la voce di chi ha a cuore le sorti del nostro pianeta, la salute della nostra terra, che da anni ha iniziato a manifestare sintomi di malessere ed ora, come un malato che non viene ascoltato, sta iniziando a tossire e starnutire.

Purtroppo è ancora presto per valutare quello che è, e che sarà, l’impatto della nube sull’ambiente e la salute del nostro pianeta. Alcuni studiosi sostengono che dovranno passare almeno due anni prima di vederne gli effetti ed identificarne le coseguenze. Certo è che la nube alzatasi sul cielo d’Europa durante la scorsa settimana, ha rischiato di causare davvero enormi danni ambientali.
La nube infatti, formata di anidride carbonica e polveri, si è posizionata a 4/5.000 metri di altezza dal suolo terrestre, proprio la quota utilizzata dagli aeromobili per il trasporto civile dei passeggeri.
In pochi però ci hanno detto che se questa nube si fosse alzata ulteriormente, avrebbe sì evitato di intralciare il traffico aereo e di bloccare le rotte, ma avrebbe causato danni di gran lunga peggiori.

Se la nube di gas e polveri si fosse collocata più in alto, al di fuori dell’atmosfera, le polveri avrebbero creato una sorta di barriera e respinto i raggi solari, causando un abbassamento della temperatura globale e gravi danni all’intero ecosistema del pianeta.
Questa evenienza tanto temuta oggi, si verificò nel 1815 con l’eruzione dell’indonesiano Monte Tambora, causando un abbassamento delle temperature che gli annali ricordano come “un anno senza estate”. Di quell’evento si ricorda anche che in Francia ci fu la sedimentazione di ben un centimetro di cenere sul terreno.
Qualcuno sostiene che la cenere della nube che si sedimenterà nell’arco di un mese possa essere salutare e fungere da concime per le terre coltivate ed anche per i fondali marini.
E questo è quello che ci auguriamo, ovvero che per una volta non ci siano stati danni irreversibili che abbiano ferito ancora una volta, con cicatrici indelebili, la nostra Madre Terra.

eruzione vulcano

Per avere certezze e sapere di più delle conseguenze e degli effetti dell’eruzione del vulcano più arabbiato d’Islanda non ci resta che attendere. Ma vi chiedo di non farlo con le mani in mano, e di fare qualcosa perchè non vi siano in futuro catastrofi di cui potremmo essere responsabili e pentirci amaramente.

Seguite i consigli “verdi” che il TUI  Blog ha stilato a questo propostito e soprattutto diteci cosa pensate al riguardo; creiamo un dialogo attorno a quesi argomenti che riguardano tutti noi.

Fate la vostra parte per un pianeta più sano!






Photo “Rockabye Baby – Madre natura sveglia il suo ardente bambino – Nel nostro moderno popolato pianeta, 1 persona su 10 vive in una zona a rischio di vulcano attivo” by Melina Collie

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    6 Commenti

  • Luigi Gianesello scrive:

    Brava. L’articolo e’ molto interessante e ha pienamente sodifatto le mie aspettative. E’ valsa la pena…..”aspettare”. A presto, Luigi

  • Sara scrive:

    Ciao Luigi, sono molto felice che l’articolo ti sia piaciuto…anche perchè scrivendolo ti ho pensato! :)
    Sarò ripetitiva ma la gioia più grande per me è vedere che ci siano persone interessate a questo tipo di argomenti.

  • antonella scrive:

    secondo me il vulcano nn doveva scopiaree!! xdxd :P :)

  • Luig scrive:

    E’ vero,si potrebbe mettere dei cerotti ai vulcani….!

  • Luigi scrive:

    ma quale pezza ci mettiamo contro i disastri causate dalle esplosioni di petroliere o piattaforme in mezzo al mare o,peggio, vicino alle coste…

  • Sara scrive:

    Il fatto che non si dovrebbe mettere una pezza quanto prevenire queste catastrofi! Ci vorrebbero norme severe, più precauzioni e invece ogni settimana si sente di un nuovo disastro ambientale!

    Fino a che non si sensibilizzerà l’opinione pubblica niente si potrà contro gli interessi economici di grandissime realtà, che siano petrolifere, alimentari o quant’altro!

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