Hiroshima: quando l’inceneritore diventa museo.
TUI.Green — da Giulia il 12 marzo 2009 alle 19:14
Non mi capita spesso di leggere articoli di eccellenti esempi di inceneritori modello, anzi.. Oggi vi voglio parlare di un eccellente esempio di ambientalismo unito all’educazione e alla crescita degli abitanti.
Ci troviamo in Giappone, dove ormai il concetto di raccolta differenziata è già stato assimilato al meglio dai suoi abitanti, che per nessuna ragione al mondo si sognerebbero di mescolare i rifiuti tra loro. Esattamente ci troviamo in una città conosciuta da tutti per un fatto terribile avvenuto durante la seconda guerra mondiale: Hiroshima e la bomba atomica. Proprio a Hiroshima si trova l’inceneritore Hiroshima Naka Incineration Plant, un vero e proprio gioiello tecnologico progettato da uno dei più innovativi architetti del mondo: Yoshio Tanuguchi, colui che ha progettato la nuova sede del museo Moma di New York.
Molto più che un inceneritore
Quello di Hiroshima in realtà è molto di più di una macchina che sotterra i rifiuti: l’eccesso di calore che deriva dall’incenerimento viene usato per fornire aria condizionata ed elettricità all’impianto, acqua calda alla piscina di Yoshijma ed anche ad una casa riposo per anziani. Inoltre l’elettricità in eccesso viene venduta alla locale compagnia elettrica. Questo inceneritore fa parte di un progetto molto più ampio che promuove la pace: The Water City Hiroshima 2045: The City of Peace and Creation.

La caratteristica dell’inceneritore che mi ha maggiormente sorpresa è il fatto di essere anche museo aperto, dove chiunque voglia può assistere al processo d’incenerimento dei rifiuti. Infatti, grazie a vetrate molto spesse, quasi tutte le zone dell’impianto sono visibili all’occhio dei visitatori, dal primo stadio di scarico dei rifiuti da parte dei camion sino al mescolamento e alla trasformazione dei rifiuti in energia.
Tuttavia non è tutto oro ciò che luccica e non è di certo un inceneritore in più, che può risolvere il problema mondiale dello smaltimento dei rifiuti. Infatti, la costruzione dell’inceneritore nel 2004 non fu presa molto bene dagli abitanti della zona, considerando che erge in una zona abbastanza centrale vicino al mare (in Giappone ogni quartiere possiede un inceneritore). Altro fatto da non dimenticare è che i giapponesi sono uno di quei popoli che producono il maggior numero di rifiuti: ogni prodotto alimentare viene infatti protetto da un numero di strati di carta e plastica maggiore rispetto alla media mondiale. Quindi in parte si tratta di una contraddizione: nonostante gli inceneritori siano all’avanguardia, il numero degli imballaggi da smaltire è molto consideravole. Tuttavia, segnalo anche che in Giappone sono d’uso comune le etichette esterne che educano il consumatore al riciclo dei materiali d’imballaggio del prodotto.
Al di là di questi “cavilli” penso che l’inceneritore di Hiroshima sia un buon esempio che tutti gli altri paesi del mondo dovrebbero prendere ad esempio, soprattutto per la funzione educativa che riesce a rivestire.
Tags: ambiente

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2 Commenti
Il riciclaggio dei rifiuti è un concetto che andrebbe insegnato fin da bambini..un museo aperto di questo tipo potrebbe aumentare la consapevolezza di molte persone, cosa che in Italia purtroppo ancora ritengo che manchi.
Bel post comunque, interessante
Ciao
si in Italia siamo molto indietro da questo punto di vista. Sinceramente non so neppure quando ci arriveremo. Speriamo nel giro di qualche anno! Grazie e a presto