Quando l’aereo vola verde
TUI.Green — da Giulia il 5 giugno 2009 alle 15:08
In tempi come questi, in cui si parla molto di ambientalismo e di politiche volte alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, ecco una notizia che ci permette di sperare che qualcosa sta cambiando. Quello che sembrava uno dei pochi settori, che sarebbe rimasto incatenato per sempre all’uso dei combustibili fossili - l’aviazione - è invece quello che ha presentato al mondo intero concreti cambiamenti. A parlare di questi cambiamenti è Giovanni Bisignani, direttore generale e CEO della IATA - “Tre anni fa, al vertice IATA di Vancouver, ho lanciato l’obiettivo di uno sviluppo del settore senza crescita delle emissioni, primo passo verso un futuro senza carbonio. Sembrava impossibile. E invece ce la faremo.” E aveva ragione.. infatti nei primi mesi di quest’anno, quattro compagnie (Virgin Atlantic, Japan Air Lines, Air New Zealand e Continental) hanno effettuato voli di prova, riempiendo i serbatoi per metà con il combustile tradizionale e per l’altra metà con una miscela di olio di jatropha e di olio di camelina sativa, una pianta della famiglia delle brassicaceae.
Uno dei numerosi aspetti positivi dell’utilizzo dei questi olii è che non c’è neanche la necessità di modificare i motori. Il problema ora, se problema si può chiamare, è che bisogna trovare un mercato di olio di jatropha sufficientemente sviluppato da poter rifornire la flotta mondiale (l’anno scorso ha trasportato 2,3 mld di persone) ed anche organizzare la produzione, la raffinazione e la distribuzione negli aeroporti.
Che cos’è l’olio di jatropha e quali i vantaggi?
Jatropha è una pianta arbustiva della famiglia delle Euforbiacee. Ci sono oltre 170 specie di questa pianta. E’ una pianta molto resistente che può nascere in qualsiasi tipo di terreno, anche nel deserto. Cresce velocemente e non necessita di particolari trattamenti. Comincia a produrre semi dopo due anni e vive per oltre quarant’anni. Vediamo i vantaggi di usare l’olio di jatropha come combustibile per l’aviazione e ovviamente anche per altri settori:
- L’olio di jatropha ha una bassa viscosità ed è un eccellente combustibile.
- Se utilizzato come tale ha un impatto quasi carbon neutral (non aggiunge carbonio all’atmosfera).
- La sua coltivazione richiede poca acqua, combatte la desertificazione e l’erosione del suolo.
- E’ competitivo, infatti le coltivazioni di jatropha rendono 1,5 tonnellate di olio per ettaro. L’olio raffinato vale fra i 350 e i 550 euro alla tonnellata.
- Può combattere la povertà: infatti, questo tipo di olio è presente in particolar modo nella fascia tropicale del mondo, dove si concentra la povertà e il terreno disponibile non manca. La sua coltivazione può così essere un modo per creare lavoro e ricchezza.
- D’ora in avanti ci sarà una richiesta sempre maggiore di combustibili “bio”. Entro il 2020 il 20% dei carburanti dovrà essere bifuel e biologico.
Jatrophabook.com: social network verde
Si tratta di un social network che permette a tutti coloro che lavorano con la pianta di jatropha di entrare in contatto, scambiare opinioni e magari anche fare affari. Dopo sei mesi dal lancio ci sono oltre 1000 persone di 83 paesi diversi che partecipano e 230 progetti di coltivazione in corso.
Bisignani afferma che per i prossimi anni sono due gli obiettivi, che si pone la IATA: nel 2011 avere un sistema trasparente di certificazione ed entro il 2017 che il 10% del combustibile utilizzato verrà dalle piante. Bisignani conclude “E’ un obiettivo grande, ma ce la faremo“.
Le intenzioni ci sono e sono ottime, speriamo davvero che dopo questi primi voli di prova ci sia anche un’ottimizzazione e ad un nuovo inizio per quanto riguarda il rifornimento nel settore dell’aviazione e non solo.
Tags: turismo sostenibile

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